Chi sono

Ciao, sono Alessandro

Per anni sono stato insegnante di fotografia e fotoritocco.

Era un lavoro che amavo, che mi dava soddisfazione, dove sentivo di fare la differenza. Poi è arrivato il COVID e ha fermato tutto. Le lezioni in presenza — il cuore della mia attività — sono sparite da un giorno all’altro. Ho cercato di adattarmi, ma prima che potessi riprendermi, l’intelligenza artificiale ha fatto il resto. In pochi mesi quello che insegnavo da anni è diventato obsoleto.
Ho provato a reinventarmi. Ho tentato altre strade. Ma senza il successo che speravo. Ogni tentativo mi lasciava più frustrato, più indietro, più incastrato.

Compio 50 anni quest’anno e se guardo indietro vedo una vita che poteva andare meglio. Molto meglio.
In questi ultimi 5 anni posso dire che 3 cose sono sicuramente cresciute: il peso, l’età e la voglia di rimettermi in gioco. Anzi, quattro: è cresciuta anche la mia famiglia, ed è l’unica cosa che davvero conta. Il resto? È solo peggiorato. Mi sono ritrovato intrappolato nella classica ruota del criceto: lavoravo sempre di più per risultati non all’altezza degli sforzi. Sacrificavo tutto — la famiglia, il tempo libero, gli amici, qualsiasi hobby. Zero vita. E per cosa? Per arrivare a fine mese più stressato di prima, più insoddisfatto, senza aver vissuto davvero.

Poco tempo, poche relazioni sociali, pochi soldi, poche vacanze. Spese ridotte all’osso. Una vita compressa in una routine di sopravvivenza. Un loop che si auto-alimentava: Puntavo sempre molto in alto ma più mi impegnavo in progetti ambiziosi, meno risultati ottenevo, più mi convincevo di dover lavorare ancora di più.

Per molto tempo mi sono sforzato di trovare il modo di cambiare le cose, per trovare una via di fuga da questa situazione, una scorciatoia o qualsiasi altra cosa che mi consentisse di avere tutto quello che desideravo. Ero convinto che da qualche parte esistesse il trucco, il segreto, la formula magica che avrebbe risolto tutto.
A un certo punto mi sono convinto che stavo cercando di piegare il cucchiaio.
Se hai visto il film MATRIX, sai che c’è una scena in cui un bambino dice a Neo: “Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità! Il cucchiaio non esiste. E allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma sei tu stesso!”

Il problema non era “là fuori”. Erano le mie convinzioni, le mie paure, la versione di me stesso che continuavo a rinforzare. Aspettavo che cambiassero le condizioni esterne, ma il gioco restava identico perché io restavo identico.
Ho capito che non devo cambiare le cose, devo cambiare io. Non devo cercare una via di fuga da questa situazione ma affrontarla e superarla. Niente scorciatoie: senza fatica non si ottengono risultati. Non cercherò più di ottenere tutto quello che desidero, ma mi impegnerò per diventare quello che voglio diventare.

 

Non cercherò il modo di piegare il cucchiaio. Il cucchiaio non esiste.
Il gioco cambia quando cambi tu.

Nota Forse hai notato che qui sono solo Alessandro. Non è un caso.
In un mondo di personal branding urlato, ho scelto di fare un passo indietro. Newfile.life non nasce per celebrare la mia persona, ma serve a documentare un percorso fatto di dati, metodo e risultati concreti.
L’unica cosa che conta veramente è se quello che faccio funziona. La mia vita privata resta fuori dai riflettori, semplicemente perché non fa parte del progetto. Qui conta l’impegno.